Viaggiare per crescere: la visione di Teo Mandrelli


Nel panorama elettronico contemporaneo, Teo Mandrelli si muove come una figura trasversale, capace di tenere insieme produzione, scrittura e DJing senza mai perdere una visione personale. Un approccio che nasce dall’esperienza diretta e da un percorso costruito soprattutto fuori dai confini italiani.

«Oggi mi definirei una figura piuttosto dinamica», racconta. «Lavoro su diversi progetti, sia personali che per altri artisti, occupandomi di scrittura e produzione a 360 gradi». Accanto al lavoro in studio, Mandrelli continua a portare avanti l’attività da DJ, soprattutto all’estero: «È una parte che non ho mai voluto abbandonare, perché mi tiene connesso alla musica in modo diretto e fisico».

Il suo percorso si è sviluppato senza scorciatoie. Fin dagli inizi ha investito tutto in viaggi, studio ed esperienze internazionali, costruendo prima una rete all’estero e solo in un secondo momento in Italia. «Ho iniziato a viaggiare molto presto, investendo praticamente tutto quello che guadagnavo in questo», spiega. «Tutte queste esperienze, unite a  infinite ore in studio, mi hanno permesso ormai da diversi anni di fare solo questo come lavoro».

Nella pratica quotidiana, il lavoro del producer è fatto di spostamenti continui e lunghe sessioni creative. «Viaggio almeno un paio di volte al mese, principalmente tra Londra, Olanda e Stati Uniti, per scrivere e produrre in diversi studi», racconta. Quando non è in viaggio, il suo home studio diventa il centro di tutto: produzioni per altri artisti e sviluppo dei suoi progetti personali.

Dal punto di vista creativo, il processo cambia a seconda del contesto. «Se si tratta di qualcosa di più pop o melodico, nel 99% dei casi parto da una progressione di accordi al piano», spiega. «Per i brani più club-oriented, invece, parto quasi sempre da kick e basso». Nei writing camp lavora a stretto contatto con altri songwriter, lasciando che le idee prendano forma in modo naturale, senza forzature.

Nonostante le release su etichette importanti, Mandrelli mantiene una visione distante dalla logica dei numeri. «Spesso i brani a cui sono più legato sono quelli che non sono mai usciti», ammette. «Non sono mai stato troppo legato al “peso” di una release, ma al legame emotivo che ho con quel brano».

Un momento fondamentale per la sua crescita è stato il periodo del lockdown. «Per la prima volta avevo tutto il tempo che volevo per studiare e migliorarmi», ricorda. «Credo di aver passato anche 15–16 ore al giorno in studio. Quel periodo mi ha fatto crescere tantissimo».

L’esperienza da DJ continua a influenzare il suo modo di produrre. «Saper leggere la pista e capire le reazioni del pubblico è fondamentale», sottolinea. In un mercato sempre più saturo e guidato dai numeri, Mandrelli resta lucido: «Anche un edit o un remix non ufficiale, se suonato dai DJ giusti, può dare vita a una carriera».

Oggi la priorità resta una sola. «La mia priorità è divertirmi e fare qualcosa che mi renda felice», conclude. «Non mi interessa se la musica esce con il mio nome o meno: l’importante è che resti sempre la protagonista. È il mio modo di sentirmi libero».

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